Hostel Marina

Si tratta del primo ostello nella città di Cagliari, affiliato all’Hostelling International.

 

Lo staff, giovane e dinamico, darà il benvenuto agli ospiti di qualunque età e nazionalità, offrendo servizi efficienti per qualsiasi loro esigenza: diversi tipi di sistemazione in camere spaziose con bagno privato, wifi gratuito negli spazi comuni e sale convegni.


ANTICO OSPEDALE DI CAGLIARI

Il primo edificio che sorse nell’antica “Contrada della Costa” (attuale via Manno), fu l'antica Chiesa con annesso Convento, poi Ospedale di Sant'Antonio (XIV-XV sec.)

 

 

Il complesso conventuale di Sant'Antonio, apparteneva all'Ordine dei Cavalieri di S. Antonio di Vienne, si ha notizia della trasformazione nella prima struttura ospedaliera di Cagliari già dal XV secolo.

 

Alla conclusione del Concilio Tridentino si deve l'incentivo alla fondazione di Ordini e Confraternite destinate alla cura degli infermi: in quest'ottica si deve leggere l'esistenza dell'ordine degli Spedalieri di S.Giovanni di Dio, noti come Fatebenefratelli.

 

 

Il Portico di S. Antonio era, sino al 1850 circa, un percorso interno privato, di collegamento tra la Chiesa e il Convento prima e la Chiesa e l'Ospedale poi, reso pubblico in seguito al trasferimento degli ammalati al “Nuovo Spedale”, attuale San Giovanni di Dio, costruito secondo il progetto dell' Architetto Gaetano Cima.

 

 

I locali dell'antico Convento, poi Ospedale, furono destinati a edificio scolastico: prima l'Istituto Tecnico P. Martini, poi la Scuola Media G. Spano e infine l'Istituto D.A. Azuni, sino al 1992.

 

 

Dopo un periodo di abbandono, tra il 2005 e il 2009 l’antica struttura è stata restaurata e trasformata per ospitare il primo ostello nella città di Cagliari, affiliato all’Hostelling International, Hostel Marina.



Location

Scalette San Sepolcro, 2

Cagliari

09124

 

phone: +39 070 67 08 18

fax: +39 070 68 24 21

www.hostelmarinacagliari.com

 

booking@hostelmarina.it

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storia dell'Ostello della gioventù

Durante il Medioevo sorsero, lungo le più importanti vie di comunicazione, numerose strutture per permettere il riposo a viandanti e soprattutto pellegrini. Queste strutture erano rette da ordini religiosi o da congregazioni cavalleresco-ospedaliere.

Tali luoghi, per l'ospitalità che offrivano, erano detti ospizi od ospitali (dal latino hospitium) ed erano indispensabili per coloro che intraprendevano, prevalentemente a piedi, lenti viaggi lunghi anche per mesi attraverso strade romane in rovina e sentieri dissestati e colmi di pericoli.


La nascita degli ostelli moderni si deve all'idea del maestro Richard Schirrmann, un maestro che dopo essersi trovato in gita scolastica costretto a passare la notte in un granaio per la mancanza di strutture economiche in cui dormire, capisce la necessità di creare dei luoghi che permettano anche ai giovani con scarse disponibilità economiche di viaggiare.

Nel 1909 trasformò in confortevoli camerate le aule scolastiche non utilizzate durante le vacanze estive.

 

Dopo quella prima esperienza, nel 1912 Schirrmann creò il primo "Ostello per la Gioventù".

Fu aperto nel castello ristrutturato di Altena, in Germania. Le stanze di questo ostello per la gioventù sono rimaste tutt'oggi così com'erano ed è possibile visitarle negli spazi museali del Castello di Altena.

Castello di Altena Renania Settentrionale - Vestfalia Germania
Castello di Altena Renania Settentrionale - Vestfalia Germania

Il Castello Altena è anche la sede del Museo della Contea di Marck e del Museo escursioni tedesco.

Il museo della contea Mark copre un periodo che va dalla Preistoria attraverso il Medioevo fino ai tempi moderni.

Il Castello Altena non è solo uno dei più bei castelli collinari della regione, ma anche il primo ostello della gioventù in tutto il mondo.

La fortificazione è stata costruita intorno agli inizi del XII secolo dal conte di Berg alto sopra la città. Presumibilmente, il castello era per proteggere le importanti vie commerciali del settore ferro nel Brandeburgo Sauerland.

Dal XIII secolo il castello di Altena era la sede dei Conti di Altena, che in seguito divenne Contea del Mark.

L'edificio Burg Altena in seguito divenne un presidio, un ospedale e anche una prigione. All'inizio del secolo, i resti sono stati restaurati. Il primo ostello della gioventù in tutto il mondo è tuttora esistente : le sale originali sono oggi sede Weltjugendherbergsmusem mentre il JH è stato inserito tra le mura del castello in un caseggiato restaurato, con 55 posti letto.


OSTELLI DELLA GIOVENTU' DURANTE I CONFLITTI

Giugno 1914 . Un mese che segnò l’inizio – con l’attentato e la morte di Francesco Ferdinando d’Asburgo – degli eventi che portarono alla Grande Guerra, un conflitto che provocò la morte di circa 7 milioni di civili e la scomparsa di oltre 16 milioni di militari, più del 57% della forza bellica mobilitata. 

 

A quegli eventi di oltre un secolo fa, partecipò un giovane insegnante tedesco, Richard Schirmann, che solo 2 anni prima aveva realizzato il primo Ostello per la Gioventù del mondo.

Dopo aver partecipato alla tregua di Natale del 1915 nella regione dei Vosgi – uno scambio spontaneo di doni tra militari francesi e tedeschi in un clima di grande fraternità– si convinse che il movimento degli Ostelli per la Gioventù doveva allargarsi a più paesi possibile, per permettere ai giovani di tutto il mondo di incontrarsi nella certezza che la conoscenza reciproca fosse l’unica vera opportunità di pace.

 

Da allora gli Ostelli della Gioventù hanno conosciuto una diffusione sempre maggiore e sono arrivati a coprire un estensione territoriale immensa: già nel corso degli anni '30 nella sola Germania arrivano ad essere 2000.

 

Nel 1932 si tiene una conferenza internazionale che vede la nascita della Federazione Internazionale degli Ostelli per la Gioventù, creata con l'intenzione di coordinare tutte le strutture che offrivano ai giovani posti letto a prezzi economici. Da lì in avanti gli ostelli in Europa e nel Mondo si sono diffusi a macchia d'olio e ovunque voi siate è probabile ci sia un ostello che possa ospitarvi.

 

C'è da dire che il tempo ha cambiato molte cose e che gli ostelli della gioventù non sono più quelli di un secolo fa: a fronte di prezzi ancora molto bassi rispetto al resto del mercato, gli ostelli offrono ai giorni nostri un servizio di ottima qualità, frutto dell'evoluzione degli stessi ospiti (sempre più esigenti).

Capita sempre più spesso di vedere un ostello della gioventù che offre bagni privati, internet wi-fi, aria condizionata, tv satellitare... insomma, anche i backpackers* si fanno viziare!

 

Una cosa però è rimasta invariata: negli Ostelli della Gioventù, infatti, è possibile ancora oggi trovare un'atmosfera festosa, un crocevia di giovani di nazionalità e generazioni diverse, un luogo dove fare nuove amicizie e confrontarsi con culture da tutto il mondo.

L’Ostello, dunque, non è solamente un luogo dove soggiornare e divertirsi ma rappresenta anche la possibilità di sperimentare culture diverse e incontrare persone nuove.

 

La missione di Hostelling International , organizzazione istituita nel 1932 per coordinare le associazioni nazionali degli ostelli della gioventù nel mondo, consiste nel:

promuovere l'educazione e la formazione di tutti i giovani di tutte le nazioni, ma soprattutto aiutare i ragazzi che non hanno i mezzi per istruirsi. Insegnare l'amore e la cura del paesaggio, l'importanza delle tradizioni e il rispetto delle diversità.

 

*Backpackers

Nel vocabolario “backpacking” assume la definizione di viaggiare con lo zaino, ossia organizzare un viaggio senza rispettare un piano prestabilito. Backpacking significa lasciar fare al caso.

Backpacking (viaggiare con lo zaino) è dedotto da Backpacker (viaggiatore con lo zaino).

Il backpacker si prefigge una destinazione da raggiungere con mezzi di trasporto low-cost, poiché non vuole decidere immediatamente se raggiungere solo un determinato luogo.

 

Il backpacker non pianifica il proprio viaggio: potrebbe intraprendere varie strade da percorrere, per esempio, all’”ultimo secondo”, avrebbe la possibilità di viaggiare in pullman, invece di raggiungere la propria metà in treno, durante lo sciopero delle “Ferrovie”.

 

Il viaggiatore con lo zaino è uno spirito libero, non è ostacolato da “minime” difficoltà (per l’appunto sciopero dei trasporti), e non è legato a quegli “stati di comodità” che potrebbero divenire “situazioni di disagio” (raggiungere alberghi o località costosi, obbligare se stessi ad “uno svago forzato”, tornando a casa più stanchi di quando si era partiti) che sono vere e proprie torture.

 

Il backpacker è un cosmopolita travestito da viaggiatore, che si trasforma in abitante di ogni città del mondo, appropriandosi degli usi, dei costumi, delle lingue e della storia di quel determinato paese. Questo conquistatore della propria libertà ha interesse nel conoscere gli abitanti delle sue mete, non trascurando il bene e il male presenti in chi lo circonda, per questo motivo il backpacker addotta precauzioni: avverte almeno una persona di fiducia della sua partenza; calcola la somma di denaro che potrebbe utilizzare per tutto l’arco del viaggio; si informa sulla profilassi medica d’adottare; ha cura di preparare i propri documenti; quando è lontano da casa comunica i propri spostamenti.

 

Il backpacker non è necessariamente un viaggiatore solitario, quasi sempre parte con altre persone, per esempio amici o familiari. Partire in gruppo risulta più sicuro: i componenti del gruppo stesso hanno cura l’uno dell’altro. Dopo queste delucidazioni è chiaro che il Backpacking è una vacanza low cost fuori dal comune, con la possibilità di distrarre la mente venendo catturati totalmente dalla magia del viaggio, consumando poco denaro. Una vacanza per tutti, divertente e istruttiva allo stesso tempo.

 

Articolo scritto da Simona Mura